Il tiro con l'arco. In questo blog parleremo di arcieria e di come affrontare le problematiche connesse alla tecnica di tiro e alla messa a punto del materiale. "IO MIRO TU TIRI" in realtà è solo uno scherzo il verbo non è mirare o tirare ma semplicemente irare :-)
domenica 21 maggio 2017
Il buon comportamento durante le gare a squadra
L'arciere verso la competizione può tenere conto di questo interessante filmato per scoprire i buoni comportamenti durante la gara a squadre.
Nel tiro con l'arco lo stress emotivo durante gli scontri diretti gioca un ruolo importante.
Non sempre lo stress è da considerasi una fonte di guai, talvolta è un vero toccasana.
Tra due avversari chi commette un errore paga in prima persona, ma tra le squadre il componente che sbaglia aggiunge uno stress a tutta la squadra. La gestione di questo evento in modo corretto è una delle principali potenzialità delle squadre di alto rango.
Vi sottoponiamo un incontro molto interessante per capire cosa può succedere e come trasformare un errore in un punto di forza per tutta la squadra.
Lo sbaglio peggiore, si sà: è pensare di non commettere mai errori...
domenica 14 maggio 2017
Arcieri verso la competizione - come allenarsi con profitto
Come allenarsi con profitto?
Il percorso verso la competizione per ottenere buoni risultati con volée nella "media", è cambiato. Ora è necessario ottenere il massimo da ogni singola freccia. Lo impone la modalità competitiva dell'Olympic Round. (Cfr. Regolamento Tecnico di Tiro - Libro 2)
Il "mitico" FITA Round, 144 frecce - alle distanze: mattina 90, 70m, pomeriggio 50, 30 m - portava chiunque a privilegiare il "concetto di volée" pittosto che il "concetto di singola freccia". Uno sbaglio o due non erano poi così gravi, perfino una "M" non era una catastrofe.
Nella formula O.R. le cose sono cambiate. Il numero di frecce da tirare per la qualificazione agli scontri finali acquistano minore importanza (72 frecce o 36, a seconda dell'organizzazione, a 70m).
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| Esecizio di interferenza tra freccia e freccia |
Si è dovuto quindi spostare l'attenzione su ogni singola freccia. Il "ritmo" per ottenere una buona rosata non ci aiuta, acquista invece più importanza l'attenzione sul "tempo" (timing) di esecuzione per ogni singola freccia (The best archery shots ever! - del filmato incorporato al post ).
L'articolo di Antonio Aita, Tecnico federeale emerito, dellottobre 2010, aiuta a comprendere quali siano ora i problemi per chi voglia affrontare la competizione. Infatti nella frase che riportiamo "l'importante è fare un punto più dell'avversario e non sperare che lui ne faccia uno in meno", vi è tutto il significato degli scontri diretti dell'Olympic Round.
Se un tempo l'arciere poteva "battersi per superare se stesso" potendo ignorare il punteggio conseguito dagli altri arcieri durante loa competizione, ora con l'O.R. non può proprio farlo, perchè dovrà battersi per superare l'avversario.
Vi invitiamo ad un simpatico esercizio per l'allenamento O.R. da provare giocando contro se stessi.
Una freccia, un lancio di dadi. Poi s'inverte, un lancio di dadi e una freccia. L'emozione è cercare di battere il punto dei dadi. L' 11 e il 12 possono essere considerati nulli, oppure per una maggiore difficoltà, dare il punto 10.
L'imprevedibilità e l'interferenza causata dal gettare i dadi è un'ottima ragione per sottoporsi allo stress di cercare il massimo punteggio in ogni "rilascio".
L'esercizio è utile per migliorare anche la postura se, dovendo abbandonare la linea di tiro per riprenderla dopo ogni l'ancio di dadi, saremo costretti a superare lo stress di ritrovare la posizione di tiro.
Fare questo esercizio con un amico molto fortunato che lancia i dadi, è un vero divertimento per tutti!
Le pratiche tabelle in appendice all'articolo succitato di Aita, sono di grande utilità per esercitare l'attenzione dell'atleta su ogni singola freccia.
"Il dado è tratto" è un esercizio di interferenza che prende spunto dalle tabelle di Aita ed è rivolto agli arcieri verso la competizione.
venerdì 28 aprile 2017
RESPIRAZIONE NEL TIRO CON L'ARCO
La tecnica di respirazione descritta in un nostro precedente post sulla respirazione, è superata da quella descritta dalle righe di Don Rabska che seguiranno. Confermiamo tuttavia l'importanza della respirazione quale "chiave di volta" del tiro con l'arco per conseguire buoni risultati.
La semplificazione del gesto nel tiro con l'arco - evitando complicate pre-trazioni - ha portato anche ad una evoluzione nella tecnica di respirazione durante la fase dinamica del tiro.
La necessità di usare una respirazione diaframmatica (verso il basso con il ventre), anzichè una respirazione toracica o clavicolare (causa di noiose modifiche all'assetto dell'arciere), ha migliorato le performace di molti arcieri ottimizzando la qualità biomeccanica del gesto.
Alcune frasi di Don Rabska (Membro del Team Olimpico degli Stati Uniti - U.S. Archery Olympic Team 2008) Vedi Sistema BEST in un post precedente.
” Un buon controllo della respirazione è una componente chiave di una buona tecnica di tiro. Quando è fatta in modo esatto ed inglobata nella routine di tiro, una respirazione fatta con metodo può aiutare a regolare il tempo di tiro, a mantenere la concentrazione, ad ossigenare in modo adeguato il cervello perché pensi chiaramente; contribuisce al rilassamento del corpo, e ne mantiene la stabilità."
" Agli arcieri che tirano con arco ricurvo, l’autore raccomanda di non respirare una volta raggiunta la massima apertura. Eseguire la respirazione diaframmatica regolare prima di iniziare la sequenza di tiro. Inspirare sollevando l’arco. Nel momento in cui si comincia l’apertura, iniziare l’espirazione, ma non forzata: rilassati, lasciare che l’aria esca naturalmente dal naso. Si espirerà in questo modo, non comandato, circa 2/3 dell’aria inspirata. Dal momento in cui si inizia l’apertura dell’arco al momento del rilascio non dovranno passere più di 5 o 6 secondi."
La respirazione è un argomento in stretta correlazione con il "tempo" e il "ritmo" per l'esecuzione del gesto nel tiro con l'arco. Affrontiamolo con determinazione in allenamento, ci sarà di aiuto durante le gare per superare lo stress emotivo o il calo di motivazioni.
L'aria è un "nutrimento" al quale è impossibile rinunciare anche per brevissimi momenti. Influisce sulla qualità della vita di tutti i giorni. Influisce sulla qualità psico-fisiche del nostro corpo/mente. Affronteremo con alcuni esercizi di dinamica del respiro questo "bisogno". Nell'articolo di Don Rabska vi sono riportate delle buone basi per iniziare. Pensate sia importante?
Respirare col Diaframma la Prima Regola per Cantare.
Non vi allarmate, non vi vogliamo tutti canterini sulla linea di tiro, semplicemente rilassati e potenti!
Nella registrazione troverete utili esercizi per allenare il vostro diaframma e respirare meglio durante la fase di preparazione al tiro.
La semplificazione del gesto nel tiro con l'arco - evitando complicate pre-trazioni - ha portato anche ad una evoluzione nella tecnica di respirazione durante la fase dinamica del tiro.
La necessità di usare una respirazione diaframmatica (verso il basso con il ventre), anzichè una respirazione toracica o clavicolare (causa di noiose modifiche all'assetto dell'arciere), ha migliorato le performace di molti arcieri ottimizzando la qualità biomeccanica del gesto.
Alcune frasi di Don Rabska (Membro del Team Olimpico degli Stati Uniti - U.S. Archery Olympic Team 2008) Vedi Sistema BEST in un post precedente.
” Un buon controllo della respirazione è una componente chiave di una buona tecnica di tiro. Quando è fatta in modo esatto ed inglobata nella routine di tiro, una respirazione fatta con metodo può aiutare a regolare il tempo di tiro, a mantenere la concentrazione, ad ossigenare in modo adeguato il cervello perché pensi chiaramente; contribuisce al rilassamento del corpo, e ne mantiene la stabilità."
" Agli arcieri che tirano con arco ricurvo, l’autore raccomanda di non respirare una volta raggiunta la massima apertura. Eseguire la respirazione diaframmatica regolare prima di iniziare la sequenza di tiro. Inspirare sollevando l’arco. Nel momento in cui si comincia l’apertura, iniziare l’espirazione, ma non forzata: rilassati, lasciare che l’aria esca naturalmente dal naso. Si espirerà in questo modo, non comandato, circa 2/3 dell’aria inspirata. Dal momento in cui si inizia l’apertura dell’arco al momento del rilascio non dovranno passere più di 5 o 6 secondi."
La respirazione è un argomento in stretta correlazione con il "tempo" e il "ritmo" per l'esecuzione del gesto nel tiro con l'arco. Affrontiamolo con determinazione in allenamento, ci sarà di aiuto durante le gare per superare lo stress emotivo o il calo di motivazioni.
L'aria è un "nutrimento" al quale è impossibile rinunciare anche per brevissimi momenti. Influisce sulla qualità della vita di tutti i giorni. Influisce sulla qualità psico-fisiche del nostro corpo/mente. Affronteremo con alcuni esercizi di dinamica del respiro questo "bisogno". Nell'articolo di Don Rabska vi sono riportate delle buone basi per iniziare. Pensate sia importante?
Respirare col Diaframma la Prima Regola per Cantare.
Non vi allarmate, non vi vogliamo tutti canterini sulla linea di tiro, semplicemente rilassati e potenti!
Nella registrazione troverete utili esercizi per allenare il vostro diaframma e respirare meglio durante la fase di preparazione al tiro.
giovedì 27 aprile 2017
La Biomeccanica nel Tiro con l'Arco
La capacità e la disponibilità di tempo per arrivare al "massimo" può essere per noi un limite, tuttavia possiamo essere più competitivi migliorando la nostra efficienza con un percorso di allenamento progressivo.
L'efficienza biomeccanica nel tiro con l'arco è una evidente necessità che spesso trascuriamo in favore della potenza e il numero di frecce, quasi mai sufficiente per affrontare la prossima gara...
"Più Watt con l'assetto corretto" è uno slogan che rende chiara l'idea. Il costo metabolico può essere reso con efficacia se il "lavoro" viene ottimizzato. "Ogni atleta nel proprio sport è sempre alla ricerca del miglioramento prestativo; occorre lavorare sodo impostando il proprio trainig intorno ai cardini della performance, forza, resistenza ed efficienza del gesto atletico".
Il gesto quindi è una cosa da curare, soprattutto nel tiro con l'arco.
L'influenza biomeccanica del gesto può essere influenzata da eventi imprevisti che portano all'eccessiva attenzione di controllo sul gesto stesso. Un errore, per esempio, può influire sull'attenzione che si presta nel tirare le frecce successive; ci si concentra sul "non sbagliare" invece di fare un gesto corretto.
L'efficienza biomeccanica viene meno per "eccesso di controllo".
Viceversa, una sequenza di buoni tiri, migliora la nostra efficienza biomeccanica e libera il gesto dagli eccessi di controllo razionale. Ricorderemo quindi una bella gara, con una serie di frecce che "si son tirate da se", quindi senza fatica da parte nostra.
Un fondamentale esercizio di allenamento, a cui si rinuncia troppo spesso, è il tirare alcune frecce a breve distanza prima di cimentarsi alle distanze di gara. Questa rinuncia comporta, a nostro parere, una perdita di efficacia biomeccanica. Liberare il gesto prima di concentrarsi sulla mira, favorisce un buon allenamento.
Gli argomenti correlati alla efficienza biomeccanica sono la "respirazione" e la "back tension". Quasi tutti gli arcieri che non possono dedicare molto tempo agli allenamenti soffrono - chi più, chi meno - di "target panic". In altre parole si trovano a fare meno punti in gara che in allenamento.
Affrontremo questi argomenti con esercizi "mirati" cercando di invertire questa noiosa tendenza e fare il massimo dei punti durante le gare. Pensate sia possibile?
Vi lasciamo con questo pensiero e vi proponiamo una intervista fatta a Darrel Pace sul suo record conseguito in Giappone a Kumamoto nel 1979, di punti 1341, che superò il record di Giancarlo Ferrari del 1977, di punti 1318.
mercoledì 30 novembre 2016
Alcuni livelli di consapevolezza dell'arciere
Alcune brevi riflessioni:
E' tutta colpa dell'arco!
E' tutta colpa mia...
Colpa? Quale colpa?
Il senso di colpa si trasmuta nell'arciere che cresce in un atto fondamentale: colpire.
"Se la freccia va nel centro quando il mirino è nel centro è una pura coincidenza".
"Stupirsi è il modo più bello per ringraziare".
Nel fare un regalo è lo stupore di chi riceve a gratificare chi dona.
Al contrario, chi si crea aspettative, addirittura pensando: "era ora!", svilisce il dono senza compiacersene.
La sorpresa , sa sà, fa parte del regalo. Quando donate a voi stessi buone frecce vi stupite o pensate: era ora?
Ringraziare per le buone frecce vi aiuterà e lo stupore è un buon esercizio per migliorare, almeno l'umore!
E' tutta colpa dell'arco!
E' tutta colpa mia...
Colpa? Quale colpa?
Il senso di colpa si trasmuta nell'arciere che cresce in un atto fondamentale: colpire.
"Se la freccia va nel centro quando il mirino è nel centro è una pura coincidenza".
"Stupirsi è il modo più bello per ringraziare".
Nel fare un regalo è lo stupore di chi riceve a gratificare chi dona.
Al contrario, chi si crea aspettative, addirittura pensando: "era ora!", svilisce il dono senza compiacersene.
La sorpresa , sa sà, fa parte del regalo. Quando donate a voi stessi buone frecce vi stupite o pensate: era ora?
Ringraziare per le buone frecce vi aiuterà e lo stupore è un buon esercizio per migliorare, almeno l'umore!
sabato 13 agosto 2016
Tiro con l'arco Rio 2016 - una matura consapevolezza dei nostri giovani atleti
Nespoli sesto, eliminato ai quarti dal francese Valladont 6-5 (shoot off 10-8).
La matura consapevolezza dei nostri giovani olimpici del tiro con l'arco emerge dalle loro dichiarazioni. Leggere sul sito Fitarco
Interessante dichiarazione di Mauro Nespoli sul potere di un attimo al rilascio della freccia : "(...) Purtroppo la freccia di shoot off l'ho costruita bene ma devo averci creduto troppo, forse mi sono distratto all'ultimo millesimo di secondo e quando l'ho rilasciata sapevo che sarebbe servito un miracolo per farla arrivare nel 10. Non mi è uscita bene dalle mani, l'8 ci stava e devo fare i complimenti a Valladont, che ha tirato fortissimo. Anche lui ha commesso qualche errore e non sono riuscito ad approfittarne come avrei potuto. (...)"
Grazie agli Azzurri del Tiro con l'Arco per il vostro impegno!
I risultati di RIO 2016
Ianseo net
martedì 9 agosto 2016
T_RIO 2016 TIRO CON L'ARCO - GRAZIE ALLE NOSTRE AZZURRE
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| IL T_RIO delle "Amazzoni" Azzurre |
Sono quarte dopo la finale per il bronzo con la Russia. Natalia Valeeva ha lasciato il posto alle nostre atlete più giovani, sostenute dal coach Ilario Di Buò: Guendalina Sartori, Claudia Mandia, Lucilla Boari, hanno raggiunto un altissimo livello.
Mancare il podio per un soffio può essere una amara delusione, ma ciò è superabile. Le occasioni non mancheranno, ne siamo sicuri. Perchè gli errori non diventino degli sbagli, ci sarà l'esperienza dei vostri tecnici a conforto.
Care Azzurre, nel tempo abbiamo osservato l'evoluzione delle cose. L'arco femminile, per merito vostro e dei vostri tecnici, lo vedremo crescere ancora e sempre più praticato dalle donne in Italia. Continuate ad avere fiducia in voi stesse e nella vostra bellissima presenza. Complimenti!
Annucio di servizio: Yomiro Tutjiri continuerà i corsi di tiro con l'arco per signore di mattina per tutto il periodo invernale. Per informazioni: yomirotutjiri@gmail.com
domenica 26 giugno 2016
IL BRACCIO DELL'ARCO
Molti degli strumenti, che noi definiamo delle "buone frecce nella faretra", sono presenti in rete. Tra questi preziosi materiali abbiamo scelto dal sito degli Arcieri delle Alpi una interessante carellata di slide sul percorso storico dei campioni olimpici nel tiro con l'arco.
Una visione dell'evoluzione storico-critica della tecnica a partire dalla grip e il punto di pivot (perno), a risalire lungo il gomito del braccio dell'arco, per finire sulla postura della spalla, elemento che influisce notevolmente sugli allineamenti.
Buon lavoro.
http://www.arcieridellealpi.it/pps/il_braccio_dell_arco.zip
Una visione dell'evoluzione storico-critica della tecnica a partire dalla grip e il punto di pivot (perno), a risalire lungo il gomito del braccio dell'arco, per finire sulla postura della spalla, elemento che influisce notevolmente sugli allineamenti.
Buon lavoro.
http://www.arcieridellealpi.it/pps/il_braccio_dell_arco.zip
venerdì 24 giugno 2016
Didattica e autodidattica nel tiro con l'arco
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| Interessante immagine estratta da un cartellone pubblicitario |
Un accorgimento: non pensate che i maestri vengano da voi se non li interpellate. Questo è un modo utile per riconoscerli. Sceglieteli, non aspettatevi di essere scelti ! Iniziate con loro un percorso che avrà un inizio e necessariamente una fine. Solo così rimarranno i nostri Maestri.
mercoledì 22 giugno 2016
II Sistema BEST per tirare con l'arco - efficienza biomeccanica
L'efficienza biomeccanica nella tecnica di tiro con l'arco è stata considerata in un importante articolo di Don Rabska tradotto e reperibile in: http://www.galdelli.it/tecnicaditiroavanzataperarcoricurvo.pdf
Approfondiremo con un corso specifico questa metodologia per costruire un buona tecnica di tiro con l'arco olimpico.
giovedì 14 aprile 2016
RILASCIO A STRAPPO - Un modo semplice per inizare la cura: il pugno dietro la nuca
Nel tiro con l'arco si osservano spesso dei rilasci poco puliti o incompleti causa di errori o di rosate larghe.
Intervenire per un istruttore sulle cause di un simile "atteggiamento" è difficile senza scopporre e ricomporre il gesto dell'arciere. Ciò che richiederebbe troppo tempo può essere tamponato col "FARE UN PUGNO DIETRO LA NUCA" . Non è il titolo di qualche film ma ciò che Roy Matthews raccomandava nel libro/manuale: "Tiro con l'arco", Roy Matthews e John Holden, editrice meb, 1987.
Questo semplice gesto - pugno dietro la nuca - permette al rilacio di avvenire senza intenzionalità, la corda "attraversa le dita" perchè il pensiero è rivolto al fare un pugno dietro la nuca e non a "sganciare" più o meno faticosamente la corda.
E' un esercizio che consigliamo a tutti, ma comunque sarà opportuno rivedere la propria costruzione dell'azione con l'aiuto di un tecnico.
Una simpatica senzazione per descrivere il "non intenzionale rilascio" è riportata, credo e verificherò, nel libro succitato. Avete tenuto la mano ad un bimbo che vi tiene stretta stretta la vostra e poi, appena vede un giocattolo che gli interessa nella vetrina di un negozio vi sfugge dalle mani? Questa non intenzionalità creata dal "diversivo" è il "pugno dietro la nuca".
Intervenire per un istruttore sulle cause di un simile "atteggiamento" è difficile senza scopporre e ricomporre il gesto dell'arciere. Ciò che richiederebbe troppo tempo può essere tamponato col "FARE UN PUGNO DIETRO LA NUCA" . Non è il titolo di qualche film ma ciò che Roy Matthews raccomandava nel libro/manuale: "Tiro con l'arco", Roy Matthews e John Holden, editrice meb, 1987.
Questo semplice gesto - pugno dietro la nuca - permette al rilacio di avvenire senza intenzionalità, la corda "attraversa le dita" perchè il pensiero è rivolto al fare un pugno dietro la nuca e non a "sganciare" più o meno faticosamente la corda.
E' un esercizio che consigliamo a tutti, ma comunque sarà opportuno rivedere la propria costruzione dell'azione con l'aiuto di un tecnico.
Una simpatica senzazione per descrivere il "non intenzionale rilascio" è riportata, credo e verificherò, nel libro succitato. Avete tenuto la mano ad un bimbo che vi tiene stretta stretta la vostra e poi, appena vede un giocattolo che gli interessa nella vetrina di un negozio vi sfugge dalle mani? Questa non intenzionalità creata dal "diversivo" è il "pugno dietro la nuca".
lunedì 15 giugno 2015
ALCUNE DOMANDE RIVOLTE AI GIOVANI ARCIERI
Il questionario che si propone in seguito riguarda i giovani ma può essere considerato un buon esercizio anche per gli adulti.
Le domande sono tratte dalla Carta dei Centri Giovanili del C.O.N.I. in uno schema che riflette sulla crescita dei giovani atleti in un ambiente preparato, competente ed organizzato.
Le riflessioni sono utili ai ragazzi e ai loro genitori e può essere un valido strumento di verifica per le società sportive in fase di crescita o di consolidamento.
Lo stare bene, la gioia, l'entusiasmo e la solidarietà sono le componenti essenziali dell'impegno sportivo richiesto ai giovani atleti e alla loro società. L'utilità delle risposte è data dalle criticità poste. La consapevolezza dei ragazzi nell'impegno sul campo, come l'impegno nella vita, è una gioia che possono condividere con i genitori e gli educatori.
N.d.R.: In maiuscolo è riportata la "Carta dei Centri Giovanili", mentre in minuscolo le domande del questionario.
Dalla "CARTA DEGLI ALLIEVI DEI CENTRI" - QUESTIONARIO (BOZZA)
1. E' MIO DIRITTO PRATICARE LO SPORT CON PERSONE COMPETENTI E PREPARATE
Ritieni di essere seguito da persone competenti e preparate?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
2. I GRANDI DEVONO RISPETTARE LO SPORT DEI GIOVANI
Ritieni che i grandi rispettino il tuo spazio mentre ti alleni o gareggi?
Tanto - poco - così così - descrivi perchè:___________________________
3. NON SONO UNA MACCHINA PER GAREGGIARE
Ti senti obbligato a gareggiare?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Quanto è importante per te la competizione?
tanto - poco - così così - descrivi perchè:___________________________
4. QUANDO FACCIO SPORT VOGLIO STARE BENE
Sei felice quando ti alleni o gareggi?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
5. NON SO SE SARO' UN CAMPIONE PERO' POSSO DIVENTARLO
Ti piace l'idea di diventare un campione?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
6. VOGLIO POTER SCEGLIERE LO SPORT CHE MI PIACE PRATICARE
Ti piace lo sport che stai praticando?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Vorresti praticare altro?
si - no - così così - quale sport?___________________________
7. VORREI DEGLI EDUCATORI CHE MI CAPISCANO E MI AIUTINO AD ESPRIMERE IL MIO TALENTO
Ritieni che chi ti segue riesca a capirti?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Pensi che chi ti segue possa aiutarti ad esprimere il tuo talento?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
8. VOGLIO MISURARMI CON GLI ALTRI MA PRIMA CON ME STESSO
Quanto è importante per te la competizione?
tanto - poco - così così - descrivi perchè:___________________________
Riesci ad accettare i tuoi sbagli:
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
9. NON DECIDETE SEMPRE TUTTO SENZA CONSULTARMI
Ritieni che i grandi decidano le cose che ti riguardano senza chiedertelo?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
10. SE MI IMPEGNERO' IN CAMPO MI IMPEGNERO' ANCHE NELLA VITA
Sei consapevole dell'importanza di impegnarti nello sport?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Dalla "CARTA DEGLI EDUCATORI DEI CENTRI"
1. FA CHE IL TUO LAVORO SUSCITI GIOIA, ENTUSIASMO E SOLIDARIETA'
Senti gioia ed entusiasmo quando vai ad allenarti o a gareggiare?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Ti senti bene con gli altri del tuo gruppo e ti piace fare squadra con loro?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
2. RISPETTA GLI IMPEGNI PRESI CON I RAGAZZI E CON L'ASSOCIAZIONE SPORTIVA
Ritieni che chi ti segue rispetti gli impegni presi con te?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
3. RENDI PARTECIPE GLI ALLIEVI E LE LORO FAMIGLIE DEL PROGETTO EDUCATIVO OFFERTO
Ritieni di avere ricevuto altre cose oltre all'abilità allo sport?
si - no - così così - descrivi cosa :___________________________
4. IL TUO SCOPO E' QUELLO DI MANTENERE VIVI L'INTERESSE E LA PARTECIPAZIONE
Ti senti sempre interessanto in ciò che fai e apprendi?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Partecipi volentieri agli allenamenti o alle gare?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
5. CONTRIBUISCI A CREARE LE MIGLIORI CONDIZIONI PER L'ACCOGLIENZA NELLO SPORT
Ritieni siano accoglienti i luoghi per praticare ed allenarti?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Ritieni che chi ti segue sia in grado di rendereti piacevole lo stare assieme agli altri?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
6. SAPPI UTILIZZARE DIVERSE FORME DI ATTIVITA' E TUTTE LE RISORSE OFFERTE DAL CENTRO
Ritieni sufficienti ed utilizzate le cose messe a disposizione dalla struttura?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
7. COLTIVA LA CONSAPEVOLEZZA CHE PUOI SEMPRE DIVENTARE MIGLIORE
Ritieni che chi ti segue stia facendo un buon lavoro?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
8. LE SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLO SPORT SARANNO LE COMPAGNE DEL TUO LAVORO
Ritieni di essere seguito da persone competenti e preparate?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
9. LA COMPETIZIONE E' PIU' IMPORTANTE DEL RISULTATO; E' UN MEZZO E NON UN FINE
Sono consapevole che la competizione non è solo il risultato?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
10. REALIZZA OGNI POSSIBILE AZIONE CHE RICERCHI E VALORIZZI IL TALENTO DEI TUOI ALLIEVI
Pensi che chi ti segue possa aiutarti ad esprimere il tuo talento?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Le domande sono tratte dalla Carta dei Centri Giovanili del C.O.N.I. in uno schema che riflette sulla crescita dei giovani atleti in un ambiente preparato, competente ed organizzato.
Le riflessioni sono utili ai ragazzi e ai loro genitori e può essere un valido strumento di verifica per le società sportive in fase di crescita o di consolidamento.
Lo stare bene, la gioia, l'entusiasmo e la solidarietà sono le componenti essenziali dell'impegno sportivo richiesto ai giovani atleti e alla loro società. L'utilità delle risposte è data dalle criticità poste. La consapevolezza dei ragazzi nell'impegno sul campo, come l'impegno nella vita, è una gioia che possono condividere con i genitori e gli educatori.
N.d.R.: In maiuscolo è riportata la "Carta dei Centri Giovanili", mentre in minuscolo le domande del questionario.
Dalla "CARTA DEGLI ALLIEVI DEI CENTRI" - QUESTIONARIO (BOZZA)
1. E' MIO DIRITTO PRATICARE LO SPORT CON PERSONE COMPETENTI E PREPARATE
Ritieni di essere seguito da persone competenti e preparate?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
2. I GRANDI DEVONO RISPETTARE LO SPORT DEI GIOVANI
Ritieni che i grandi rispettino il tuo spazio mentre ti alleni o gareggi?
Tanto - poco - così così - descrivi perchè:___________________________
3. NON SONO UNA MACCHINA PER GAREGGIARE
Ti senti obbligato a gareggiare?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Quanto è importante per te la competizione?
tanto - poco - così così - descrivi perchè:___________________________
4. QUANDO FACCIO SPORT VOGLIO STARE BENE
Sei felice quando ti alleni o gareggi?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
5. NON SO SE SARO' UN CAMPIONE PERO' POSSO DIVENTARLO
Ti piace l'idea di diventare un campione?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
6. VOGLIO POTER SCEGLIERE LO SPORT CHE MI PIACE PRATICARE
Ti piace lo sport che stai praticando?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Vorresti praticare altro?
si - no - così così - quale sport?___________________________
7. VORREI DEGLI EDUCATORI CHE MI CAPISCANO E MI AIUTINO AD ESPRIMERE IL MIO TALENTO
Ritieni che chi ti segue riesca a capirti?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Pensi che chi ti segue possa aiutarti ad esprimere il tuo talento?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
8. VOGLIO MISURARMI CON GLI ALTRI MA PRIMA CON ME STESSO
Quanto è importante per te la competizione?
tanto - poco - così così - descrivi perchè:___________________________
Riesci ad accettare i tuoi sbagli:
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
9. NON DECIDETE SEMPRE TUTTO SENZA CONSULTARMI
Ritieni che i grandi decidano le cose che ti riguardano senza chiedertelo?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
10. SE MI IMPEGNERO' IN CAMPO MI IMPEGNERO' ANCHE NELLA VITA
Sei consapevole dell'importanza di impegnarti nello sport?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Dalla "CARTA DEGLI EDUCATORI DEI CENTRI"
1. FA CHE IL TUO LAVORO SUSCITI GIOIA, ENTUSIASMO E SOLIDARIETA'
Senti gioia ed entusiasmo quando vai ad allenarti o a gareggiare?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Ti senti bene con gli altri del tuo gruppo e ti piace fare squadra con loro?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
2. RISPETTA GLI IMPEGNI PRESI CON I RAGAZZI E CON L'ASSOCIAZIONE SPORTIVA
Ritieni che chi ti segue rispetti gli impegni presi con te?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
3. RENDI PARTECIPE GLI ALLIEVI E LE LORO FAMIGLIE DEL PROGETTO EDUCATIVO OFFERTO
Ritieni di avere ricevuto altre cose oltre all'abilità allo sport?
si - no - così così - descrivi cosa :___________________________
4. IL TUO SCOPO E' QUELLO DI MANTENERE VIVI L'INTERESSE E LA PARTECIPAZIONE
Ti senti sempre interessanto in ciò che fai e apprendi?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Partecipi volentieri agli allenamenti o alle gare?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
5. CONTRIBUISCI A CREARE LE MIGLIORI CONDIZIONI PER L'ACCOGLIENZA NELLO SPORT
Ritieni siano accoglienti i luoghi per praticare ed allenarti?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Ritieni che chi ti segue sia in grado di rendereti piacevole lo stare assieme agli altri?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
6. SAPPI UTILIZZARE DIVERSE FORME DI ATTIVITA' E TUTTE LE RISORSE OFFERTE DAL CENTRO
Ritieni sufficienti ed utilizzate le cose messe a disposizione dalla struttura?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
7. COLTIVA LA CONSAPEVOLEZZA CHE PUOI SEMPRE DIVENTARE MIGLIORE
Ritieni che chi ti segue stia facendo un buon lavoro?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
8. LE SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLO SPORT SARANNO LE COMPAGNE DEL TUO LAVORO
Ritieni di essere seguito da persone competenti e preparate?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
9. LA COMPETIZIONE E' PIU' IMPORTANTE DEL RISULTATO; E' UN MEZZO E NON UN FINE
Sono consapevole che la competizione non è solo il risultato?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
10. REALIZZA OGNI POSSIBILE AZIONE CHE RICERCHI E VALORIZZI IL TALENTO DEI TUOI ALLIEVI
Pensi che chi ti segue possa aiutarti ad esprimere il tuo talento?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
mercoledì 15 ottobre 2014
Lego-las - Costruire il tiro mattoncino su mattoncino
| L'arco di Lego-las |
martedì 7 ottobre 2014
L'ARCO A PEZZI - Cosa contiene la vostra sacca o la vostra valigetta?
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| Un arco olimpico smontato |
L'avere cura della propria attrezzatura è un passo essenziale di ogni arciere, non aspettate che siano altri ad occuparsene... è un piacere che non può essere condiviso se sentiamo veramente il senso di posseszso della nostra attrezzatura. Un po' di gelosia non guasta e il permesso ad accedere alla sacca o alla valigetta riservatelo solo il casi eccezionali.
Saremmo curiosi di vedere e pubblicare anche le vostre foto dell'attrezzatura. Una sorta di approfondimento tecnico che possa essere condiviso anche con altri per migliorare la cosapevolezza del nostro modo di essere arcieri.
domenica 13 luglio 2014
IL BISOGNO DI VINCERE
IL BISOGNO DI VINCERE
Quando l'arciere tira per gioco
è più abile che mai.
Se lo fa per una fibbia di ottone
è già più nervoso.
Se il motivo è un premio in oro
è come fosse cieco
oppure vede due bersagli,
ha perso completamente la testa!
E' abile come prima.
Ma il premio lo dissocia.
E' preoccupato.
Pensa più alla vittoria
che non a prendere la mira.
E la necessità di vincere
assorbe tutte le sue energie.
(Chuang Tzu XVII, 11)
Ringraziamo Paola e Paolo per il suggerimento.
lunedì 19 maggio 2014
GLI ISTRUTTORI...
Una cosa difficile da sopportare degli istruttori è la loro continua interferenza.
Se stiamo tirando tutte le frecce nel giallo, siamo soddisfatti, ci stiamo divertendo ma arrivano "loro". Ci dicono che il gesto non era pulito, la conclusione era strappata, dovremmo mantenere di più la posizione a "T" dopo il tiro, insomma si comportano da veri scocciatori e guastafeste.
Quante volte lo abbiamo pensato, ma quando "loro" siamo diventati "noi" la cosa ci sembra un po' diversa e l'interferenza - un metodo didattico per l'apprendimento - ci sembra giustificata, anzi assai utile.
Tra i vari gradi di interferenza c'è senz'altro il cambiare posto alla visuale dopo una serie di buoni tiri, dall'alto al basso e viceversa. Far tirare sulla paglia è utile per il riassetto del "concetto" di volée. Alcuni giochi come il "Tiro golf" (Cfr. altro post) sono utili per acquire la precizione e stimolare la concentrazione. Anche l'esagerazione di posizoni scorrette - tirare con la spalla dell'arco alzata, sbilanciando i piedi ecc. - è una utile interferenza per scoprire cosa succede alla freccia se tiriamo commettendo certi tipi di errore di postura.
Se possiamo tirare alle lunghe distanze, in allenamento è preferibile inserire l'interferenza di allontanarci o avvicinarci alla distanza di gara. Se la distanza di gara è di 70 m, tiarare a 90 e 50 m è utile per interferire sulla postura. Si possono inoltre scoprire alcune imperfezioni sulla messa a punto dell'arco.
Quindi fatte salve le verifiche degli allineamenti e dei contatti, controllata la posizione della mano sull'arco e il suo "timone": il pollice, "strappata l'ultima membrana di paura di sbagliare", l'interferenza sulla distanza negli allenamenti permette un maggiore controllo della posizione, soprattutto nella fase dinamica del tiro.
(continua)
Se stiamo tirando tutte le frecce nel giallo, siamo soddisfatti, ci stiamo divertendo ma arrivano "loro". Ci dicono che il gesto non era pulito, la conclusione era strappata, dovremmo mantenere di più la posizione a "T" dopo il tiro, insomma si comportano da veri scocciatori e guastafeste.
Quante volte lo abbiamo pensato, ma quando "loro" siamo diventati "noi" la cosa ci sembra un po' diversa e l'interferenza - un metodo didattico per l'apprendimento - ci sembra giustificata, anzi assai utile.
Tra i vari gradi di interferenza c'è senz'altro il cambiare posto alla visuale dopo una serie di buoni tiri, dall'alto al basso e viceversa. Far tirare sulla paglia è utile per il riassetto del "concetto" di volée. Alcuni giochi come il "Tiro golf" (Cfr. altro post) sono utili per acquire la precizione e stimolare la concentrazione. Anche l'esagerazione di posizoni scorrette - tirare con la spalla dell'arco alzata, sbilanciando i piedi ecc. - è una utile interferenza per scoprire cosa succede alla freccia se tiriamo commettendo certi tipi di errore di postura.
Se possiamo tirare alle lunghe distanze, in allenamento è preferibile inserire l'interferenza di allontanarci o avvicinarci alla distanza di gara. Se la distanza di gara è di 70 m, tiarare a 90 e 50 m è utile per interferire sulla postura. Si possono inoltre scoprire alcune imperfezioni sulla messa a punto dell'arco.
Quindi fatte salve le verifiche degli allineamenti e dei contatti, controllata la posizione della mano sull'arco e il suo "timone": il pollice, "strappata l'ultima membrana di paura di sbagliare", l'interferenza sulla distanza negli allenamenti permette un maggiore controllo della posizione, soprattutto nella fase dinamica del tiro.
(continua)
venerdì 2 maggio 2014
Mirini per il tiro con l'arco
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| Mirini per il Tiro con l'Arco |
Il mirino, importante sistema di puntamento, può essere davvero complesso nel suo meccanismo ma la sua funzione è elementare, quasi banale: sostenere una diottra; un punto di mira nello spazio in parallasse all'arco, interposto tra l'occhio dell'arciere e il bersaglio da colpire.
Rinvieremo la trattazione sulla differenza tra le tecniche di mira tra arco nudo, arco olimpico (mirato) e arco compound (CO), per concentrarci sul vero problema: come fare per tenere fermo un punto nello spazio ed avere la possibilità di regolare la sua posizione.
Nel fare ciò riassumiamo gli elementi principali del mirino per il tiro con l'arco.
Essi sono la diottra e il corpo del mirino. La diottra è contenuta in un corpo che le consenta i movimenti laterali, generalmente è un cursore a vite che svolge questo lavoro. Ottimi sono i cursori con movimento micrometrico a scatto. Un giro del cursore corrisponde a dieci scatti, ovvero un millimetro di spostamento laterale della diottra. Il corpo del mirino contiene il sistema di regolazione verticale, distinguiamo quindi due sistemi di regolazione sull'asta graduata: a cremagliera o con vite senza fine. La diottra si sposta in alto e in basso con movimenti micrometrici. Sono da preferire i mirini che consento tali spostamenti verticali con piccoli scatti azionando la vite senza fine sull'asta graduata o il cursore verticale del corpo della diottra sulla cremagliera. Dopo avere azionato lo spostamento si usano le viti di fermo per bloccare il cursore.
Una differenza che può risultare non solo estetica, è la posizione del corpo del mirino. L'asta graduata tutta in avanti, oppure posta in aderenza al riser. I mirini con la parte meccanica collegata all'arco hanno il vantaggio di permettere la riduzione del numero delle viti di "fermo" di sicurezza. Infatti le sollecitazioni e le vibrazioni sono inferiori più è prossimo al baricentro dell'arco. L'altro tipo di mirini con l'asta graduata posta in avanti sono preferiti anche se in genere richiedono di essere di ottima qualità. A tal proposito, abbiamo osservato - sebbene non sia una regola - che il numero delle viti di fermo sono inversamente proprorzionali alla qualità del mirino.
I mirini raffigurati nell'immagine rappresentano una selezione minima rispetto alla quantità di mirini che sono stati messi in commercio negli ultimi vent'anni. Leggendario è AGF Safari il cui corpo, con regolazione micrometrica rigorosamente "svizzera", ha salvato numerose volte dalla dimenticanza del fissaggio della barra di alzo su cui è posta la diottra. Le vibrazioni danno rumore ma l'asta è incastrata al fulcro. Negli altri casi invece le vibrazioni possono far "saltare" il corpo della diottra lungo l'asta graduata senza che l'arciere possa aggorgersene, generalmente un tiro in alto al bersaglio è l'allarme dell'anomalia.
Per concludere non possiamo esimerci dal ricordare un altro grande mirino dall'eleganza incomparabile: Arten's Olimpic. il cui corpo, con regolazione a cremagliera, era posto in aderenza al riser.
lunedì 21 aprile 2014
Scomposizione del gesto nel tiro con l'arco
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| Scomposizione del gesto |
In letteratura esiste una manualistica sorprendentemente ricca. I testi ufficiali Fita per istruttori riportano tuttavia le ultime tecniche in materia di insegnamento.
SCOMPOSIZIONE, RIPETIZIONE e INTERFERENZA sono gli elementi che accomunano le diversi fonti.
In gara è vitale un approccio mentale che permetta di visualizzare il tiro perfetto anticipando ciò che si concretizza con l'esecuzione all'attimo successivo.
In allenamento è indispensabile un approccio sviluppato sui vari gradi di difficoltà. Ricercheremo i nostri limiti e costruiremo il gesto per elementi studiando il dettaglio con specifici esercizi.
La fine sessione di allenamento è generalmente la ricomposizione di tutte le nostre ricerche: poche volèe fatte bene!
IN GARA: VISUALIZZAZIONE, PUNTI DI CONTROLLO, RIPETIZIONE
IN ALLENAMENTO: PUNTI DI CONTROLLO, RIPETIZIONE, INTERFERENZA
Fatto salva la visualizzazione del tiro perfetto in gara e il raggiungimento dei propri limiti nell'allenamento con l'interferenza, sono i PUNTI DI CONTROLLO ciò che accomuna il gesto perfetto e ripetitivo.
Abbiamo elencato alcuni noti modi di scomporre il gesto del tiro con l'arco.
La materia richiede un approfondimento pratico e uno studio approfondito, tuttavia segnaliamo l'opportunità di individuare i principi comuni ad ogni sequenza di seguito riportata. L'eresia è quella di pensare ve ne siano altre, più personali... Ma in fin dei conti l'arciere è di per se "eretico" (Cfr. Frangilli).
Fatevi aiutare nello studio dal vostro istruttore/tecnico.
I PUNTI DI CONTROLLO (scomposizione)
GLI UNDICI PUNTI DI VITTORIO FRANGILLI, 2005
1. POSIZIONARE I PIEDI ED IL COPRO RISPETTO AL BERSAGLIO
2. POSIZIONALE LA MANO DELL'ARCO
3. POSIZIONARE LE DITA SULLA CORDA
4. ALLINEARE IL MIRINO CON L'ASSE DELL'ARCO ED IL BERSAGLIO
5. ALLINEARE LA SPALLA ED IL BRACCIO DELL'ARCO
6. TENDERE LA CORDA FINO ALL'ALLUNGO PREVISTO
7. ANCORARE LA MANO DELLA CORDA
8. CONTROLLARE LA TENSIONE SCAPOLARE
9. ALLINEARE IL MIRINO CON L'ASSE DELL'ARCO ED IL BESAGLIO
10. SPINGERE IL MIRINO VERSO IL BERSAGLIO
11. RILASCIARE
I DIECI PUNTI DEL MANUALE FITARCO 1° LIVELLO, 2005
1. Posizionamento
2. Incocco
3. Posizionamento delle dita (o dello sgancio meccanico) sulla corda
4. Posizionamento della mano dell'arco
5. sollevamento dell'arco
6. Contatto della corda sul viso (allineamento della corda).
7. Trazione
8. Mira
9. Rilascio
10. Follow-through
I NOVE PUNTI DEL MANUALE DI SANTE SPIGARELLI, 2007 (ma anche prima - anni ottanta)
1. Posizione
2. incocco
3. estensione
4. trazione
5. ancoraggio
6. contrazione/mantenimento
7. mira
8. contrazione/rilascio
9. dopo rilascio
I DIECI PUNTI DEL MANUALE FITARCO DI K.M. Haywood - C.F. Lewis, 1995
Fase del Posizionamento
1. Il fianco rivolto verso il bersaglio
2. I piedi allineati
3. Il peso del corpo distribuito equamente sui piedi
4. Posizione eretta
5. L'arco davanti
6. Le spalle allineate
7. La bocca chiusa, i denti uniti
Fase di Mira
1. Posiziona l'arco nella "V" tra pollice e indice
2. Aggancia la corda nelle prime falangi
3. Guarda sopra la spalla, verso il bersaglio
4. Solleva l'arco in direzione del bersaglio
5. Ruota il gomito in basso
6. Rilassa la mano e il polso della corda
7. Porta il gomito indietro, al livello delle spalle
8. La mano tocca il mento
9. La corda tocca il mento e la punta del naso
10 L'attenzione è concentrata sul bersaglio
Fase di rascio e Follow-Through
1. Contrai i muscoli della schiena
2. Rilassa la mano di trazione per rilasciare la corda
3. Tieni alto il braccio dell'arco, con il capo fermo
L'APPROCCIO MENTALE DI K.M. Haywood - C.F. Lewis
Fase di posizionamento
1. Regola il mirino in base alla distanza
2. Controlla il vento
3. Guarda il bersaglio
4. Pensa alle senzazioni di un tiro perfetto
5. Concentra l'attenzione sulla lista di controllo per la preparazione del tiro
Fase di trazione e mira
1. Prosegui nei punti da controllare
2. Se la preparazione ti sembra a posto, dai l'ordine "Rilassati"
3. Sposta l'attenzione sulla mira
4. Mira nel giallo, ripetendo, "Mira, mira, mira"
Fase di rilascio e Follow-Through
1. Avviene l'esplosione del rilascio
2. Mantieni la concentrazione sul giallo per tutto il rilascio
INFINE IL CICLO IN 12 PUNTI di Kisik Lee
1. La posizione
2. Incoccare la freccia
3. Agganciare la corda
4. Impostazione mentale
5. Preparzione (Set-up)
6. Trazione
7. Ancoraggio
8. Caricare/Trasferire per Trattenere
9. Mirare ed espansione
10. Rilascio
11. Il Follow-Through
12. Relaxation and Feedback
Qualcuno di noi si ricorda ancora cosa non andava nel gesto rappresentato nell'immagine in testa?
domenica 9 marzo 2014
Elfi e Orchetti - imprevisti tecnici in gara
Può capitare di trovarsi in situazioni poco rassicuranti prima o durante una gara.
Infatti qualsiasi imprevisto tecnico può tradursi in un dramma se non siamo preparati.
Far fronte ai misteriosi danneggiamenti o scomparse di indispensabili accessori di tiro, può risultare davvero una seccatura.
Fortunatamente queste manifestazioni non sono la regola, tuttavia possono accadere in presenza di "Orchetti" maldestri che inciampano in una fila d'archi e rovinosamente causano piccoli, ma assai insidiosi danneggiamenti - gli stabilizzatori si allentano, le diottre si piegano e i si manifestano subdolamente durante le volée successive - o per inspiegabili scomparse di materiale forse dovute ai Folletti o Elfi burloni.
Premunirsi contro questi antipatici inconvenienti significa dotarsi di accessori sostitutivi.
Avere un secondo arco completo è prerogativa necessaria per partecipare nelle squadre nazionali, dotarsi di doppioni di corde, rest, diottre, pattelle, berger ecc., è un approccio consigliato per qualsiasi altro livello.
Tutto è ammesso purché Elfi e Orchetti di Tolkien non siano in verità Gatti e Volpi di Collodi.
domenica 2 marzo 2014
Paura di sbagliare... nel tiro con l'arco s'intende
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| Centrare la mente |
La rinuncia è il sintomo più subdolo e ci pone i limiti, da superare, al di sotto delle nostre capacità.
Tali limiti possono essere rappresentati dai punti di una volée, una media da mantenere anziché da superare, da un passaggio di categoria molto vicino ma ancora irraggiungibile.
Accontentarsi dei nove senza perseguire i dieci - ottenibili tirando meglio - ci conduce al massimo agli otto!
La paura di sbagliare è come un freno alle nostre capacità, non scopriremo mai ciò che veramente siamo in grado di fare lasciandola condizionarci. Pensare di non commettere errori durante i tiri con l'arco è l'unico, vero, sbaglio.
Andiamo a fondo e riportiamo i punti, buoni e cattivi, di tutte le volée che ci siamo prefissate.
In allenamento e durante le gare portiamo sempre a termine la nostra performance.
Se il risultato non ci soddisfa si parta da quello, ma solo dopo averlo conseguito.
Sapremo quindi che la paura di sbagliare è il solo impedimento per scoprire il nostro futuro... arcieristico s'intende.
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