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venerdì 2 maggio 2014

Mirini per il tiro con l'arco

Mirini per il Tiro con l'Arco
Una prerogativa dell'arco olimpico è di essere dotato di mirino. Oltre al "vistoso" sistema di stabilizzazione ed altri utilissimi accessori quali il clicker, è il mirino che conforma la specialità olimpica (OL) e si distingue dalla più "semplice" arco nudo (AN).
Il mirino, importante sistema di puntamento, può essere davvero complesso nel suo meccanismo ma la sua funzione è elementare, quasi banale: sostenere una diottra; un punto di mira nello spazio in parallasse all'arco, interposto tra l'occhio dell'arciere e il bersaglio da colpire.
Rinvieremo la trattazione sulla differenza tra le tecniche di mira tra arco nudo, arco olimpico (mirato) e arco compound (CO), per concentrarci sul vero problema: come fare per tenere fermo un punto nello spazio ed avere la possibilità di regolare la sua posizione.
Nel fare ciò riassumiamo gli elementi principali del mirino per il tiro con l'arco.
Essi sono la diottra e il corpo del mirino. La diottra è contenuta in un corpo che le consenta i movimenti laterali, generalmente è un cursore a vite che svolge questo lavoro. Ottimi sono i cursori con movimento micrometrico a scatto. Un giro del cursore corrisponde a dieci scatti, ovvero un millimetro di spostamento laterale della diottra. Il corpo del mirino contiene il sistema di regolazione verticale, distinguiamo quindi due sistemi di regolazione sull'asta graduata: a cremagliera o con vite senza fine. La diottra si sposta in alto e in basso con movimenti micrometrici. Sono da preferire i mirini che consento tali spostamenti verticali con piccoli scatti azionando la vite senza fine sull'asta graduata o il cursore verticale del corpo della diottra sulla cremagliera. Dopo avere azionato lo spostamento si usano le viti di fermo per bloccare il cursore.
Una differenza che può risultare non solo estetica, è la posizione del corpo del mirino. L'asta graduata tutta in avanti, oppure posta in aderenza al riser. I mirini con la parte meccanica collegata all'arco hanno il vantaggio di permettere la riduzione del numero delle viti di "fermo" di sicurezza. Infatti le sollecitazioni e le vibrazioni sono inferiori più è prossimo al baricentro dell'arco. L'altro tipo di mirini con l'asta graduata posta in avanti sono preferiti anche se in genere richiedono di essere di ottima qualità. A tal proposito, abbiamo osservato - sebbene non sia una regola - che il numero delle viti di fermo sono inversamente proprorzionali alla qualità del mirino.
I mirini raffigurati nell'immagine rappresentano una selezione minima rispetto alla quantità di mirini che sono stati messi in commercio negli ultimi vent'anni. Leggendario è AGF Safari il cui corpo, con regolazione micrometrica rigorosamente "svizzera", ha salvato numerose volte dalla dimenticanza del fissaggio della barra di alzo su cui è posta la diottra. Le vibrazioni danno rumore ma l'asta è incastrata al fulcro. Negli altri casi invece le vibrazioni  possono far "saltare" il corpo della diottra lungo l'asta graduata senza che l'arciere possa aggorgersene, generalmente un tiro in alto al bersaglio è l'allarme dell'anomalia.
Per concludere non possiamo esimerci dal ricordare un altro grande mirino dall'eleganza incomparabile: Arten's Olimpic. il cui corpo, con regolazione a cremagliera, era posto in aderenza al riser.

mercoledì 3 aprile 2013

CLICKER - "Il misuratore di allungo"


"Dietro le spalle c'è il petto". Con questo aforisma di Bruno Munari si prova sintetizzare un argomento di "semplice complessità" come l'uso del clicker.

La piccola lamella che fa "click", assumendo il nome onomatopeico inglese di clicker, ci ha condotto per diverse generazioni verso il controllo della potenza sviluppata dal nostro arco.

Il misuratore di allungo mantiene costante l'altezza del tiro sul bersaglio. Alcuni profani potrebbero pensare che per tirare a distanze maggiori si debba allungare di più! Non è così e lo sappiamo fin dalle prime lezioni del nostro istruttore.

Fissata quindi la potenza dell'arco, l'arciere si concentrerà con più efficacia sulle altre "variabili" del tiro: postura, allineamenti, respirazione, contatti etc. Anche la messa a punto dell'arco può essere finalmente affinata.

Se ci avete seguito fin dal post "Freccia lunga e arco debole", conoscerete la nostra visione: l'arciere e l'attrezzatura è bene crescano insieme. In particolare una freccia tagliata alla finestra del riser difficilmente può allungarsi ancora (salvo quelle di alluminio con i tubicini salvati dopo il taglio), quindi per i principianti e i ragazzi raccomandiamo dei clicker estensibili (magnetici) oltre la finestra per alcuni centimetri. Non sono tanto belli ma la loro funzione risulta un toccasana per il portafoglio. Coloro più attempati e con allungo "collaudato" possono arrischiare tagli alle frecce fino a 1/4 di pollice fuori dalla finestra. Un buon clicker a lamella può durare diversi decenni. Anche in questo caso privilegiate l'estensibilità oltre la finestra con basette e tubetti di battuta applicabili al riser. Il "fai da te" va bene purché ricordiate di evitare elementi interferenti con il volo della freccia in uscita.

Per determinare la misura ideale fatevi aiutare da un collega più esperto. Dopo alcune osservazioni dei vostri tiri sarà possibile collocare provvisoriamente la linguetta all'allungo naturale. E' possibile che l'allungo debba essere successivamente rettificato con lievi spostamenti in avanti o indietro del clicker. La condizione ottimale si otterrà dopo qualche serie di tiri - dozzine di frecce - quando vi accorgerete di essere entrati in simbiosi con il suono, al punto che non lo avvertirete quasi più. Il riflesso involontario di lasciare la corda per alcuni arcieri diverrà addirittura una condizione quasi incontrollabile.

Sarà dunque il momento di iniziare gli esercizi di controllo sul clicker proposti da Sante Spigarelli nel leggendario "Manuale di Tiro con l'Arco" che ci permetteranno di visualizzare attraverso la punta della freccia "sotto-clicker" (a breve distanza dal paglione) il comportamento dei muscoli dietro le spalle. Munari ci ha tracciato la strada...

Unica "dispensa" per coloro che si possono allenare poco: potete spostare in avanti il clicker... di tanto in tanto... Tornerete presto in forma, altrimenti c'è sempre "San Bottone" (berger) a proteggervi!

venerdì 24 giugno 2011

Paradosso dell'arciere

Il comportamento dell'arco visto nel post precedente ci ha incuriosito. Su richiesta dei nostri allievi e colleghi arcieri, suggeriamo la visione di questi test tecnici prima di iniziare l'approfondimento della messa a punto del berger nell'arco ricurvo.
Presto quindi affronteremo un altro gradino per la messa a punto del nostro arco. Cosa scegliere e come usare il "bottone" anche durante le competizioni...




Poi divertitevi con quest'altro filmato!
http://www.youtube.com/watch?v=IQiiGyayP1s&feature=youtu.be

sabato 26 febbraio 2011

FRECCIA LUNGA ARCO DEBOLE

FRECCIA LUNGA ARCO DEBOLE.
La prima cosa che ci viene insegnata è proprio questa. Ma perché è così importante? A parte le ragioni di sicurezza (una freccia lunga difficilmente può ferire la mano dell'arco se cade dal rest), secondo molti l'arciere che intenda competere dovrebbe essere concentrato solo su di se e non avere nessun dubbio sulla qualità della sua attrezzatura. Da un lato questo può essere vero, ma solo se l'arciere sa distinguere l'errore dal difetto (l'errore dell'arciere e il difetto dell'arco), dall'altro una attrezzatura perfetta non lascia scampo: l'errore è sempre dell'arciere. Ma questo non è sempre vero. Il "precetto" che vogliamo quindi introdurre è molto semplice: "arco e arciere crescono insieme" fino alla misura "perfetta" del suo allungo e alla potenza proporzionata alla sua tecnica. Maggiore è la capacità tecnica dell'arciere e maggiore sarà la potenza dell'arco che potrà controllare. Tuttavia ricordate Kisik Lee e il suo metodo di insegnamento? L'uso dell'arco scuola nell'approfondimento tecnico (anche nei campioni). Non è facile da accettare questa idea, sia per i campioni che per noi. Rispolverare il vecchio arco scuola non ci dà nessuna fiducia. Se poi aggiungiamo il tiro bilaterale (l'arciere sinistro tira da destro e viceversa), ci sembra che la cosa abbia poco senso, soprattutto in vista della prossima gara. Ma l'arco debole rafforza la tecnica dell'arciere e la mano sinistra insegna alla destra (Cfr. Manuale FITA per istruttori - primo livello). Più forte è la tecnica e più si può caricare l'arco e di conseguenza accorciare le frecce. Infatti maggiore è il "libraggio" dell'arco e minore è lo "spine" della freccia. Accorciando la freccia essa si irrigidisce. Tutto qui...
Le cose tuttavia si complicano con gli arcieri del Settore giovanile. Infatti non possiamo accorciare le frecce ed aumentare il carico dell'arco senza tenere conto della crescita fisica dell'arciere. Dobbiamo spesso cambiare arco e frecce. Un buon Armiere tuttavia può impostare una programmazione di squadra e contenere le spese di attrezzatura nel Settore giovanile. I genitori ringraziano!