lunedì 15 giugno 2015

ALCUNE DOMANDE RIVOLTE AI GIOVANI ARCIERI

Il questionario che si propone in seguito riguarda i giovani ma può essere considerato un buon esercizio anche per gli adulti.
Le domande sono tratte dalla Carta dei Centri Giovanili del C.O.N.I. in uno schema che riflette sulla crescita dei giovani atleti in un ambiente preparato, competente ed organizzato.
Le riflessioni sono utili ai ragazzi e ai loro genitori e può essere un valido strumento di verifica per le società sportive in fase di crescita o di consolidamento.
Lo stare bene, la gioia, l'entusiasmo e la solidarietà sono le componenti essenziali dell'impegno sportivo richiesto ai giovani atleti e alla loro società. L'utilità delle risposte è data dalle criticità poste. La consapevolezza dei ragazzi nell'impegno sul campo, come l'impegno nella vita, è una gioia che possono condividere con i genitori e gli educatori.

N.d.R.: In maiuscolo è riportata la "Carta dei Centri Giovanili", mentre in minuscolo le domande del questionario.

 Dalla "CARTA DEGLI ALLIEVI DEI CENTRI" - QUESTIONARIO (BOZZA)

1.  E' MIO DIRITTO PRATICARE LO SPORT CON PERSONE COMPETENTI E PREPARATE
Ritieni di essere seguito da persone competenti e preparate?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

2.  I GRANDI DEVONO RISPETTARE LO SPORT DEI GIOVANI
Ritieni che i grandi rispettino il tuo spazio mentre ti alleni o gareggi?
Tanto - poco - così così - descrivi perchè:___________________________

3.  NON SONO UNA MACCHINA PER GAREGGIARE
Ti senti obbligato a gareggiare?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Quanto è importante per te la competizione?
tanto - poco - così così - descrivi perchè:___________________________

4.  QUANDO FACCIO SPORT VOGLIO STARE BENE
Sei felice quando ti alleni o gareggi?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

5.  NON SO SE SARO' UN CAMPIONE PERO' POSSO DIVENTARLO
Ti piace l'idea di diventare un campione?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

6.  VOGLIO POTER SCEGLIERE LO SPORT CHE MI PIACE PRATICARE
Ti piace lo sport che stai praticando?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Vorresti praticare altro?
si - no - così così - quale sport?___________________________

7.  VORREI DEGLI EDUCATORI CHE MI CAPISCANO E MI AIUTINO AD ESPRIMERE IL MIO TALENTO
Ritieni che chi ti segue riesca a capirti?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Pensi che chi ti segue possa aiutarti ad esprimere il tuo talento?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

8.  VOGLIO MISURARMI CON GLI ALTRI MA PRIMA CON ME STESSO
Quanto è importante per te la competizione?
tanto - poco - così così - descrivi perchè:___________________________
Riesci ad accettare i tuoi sbagli:
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

9.  NON DECIDETE SEMPRE TUTTO SENZA CONSULTARMI
Ritieni che i grandi decidano le cose che ti riguardano senza chiedertelo?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

10. SE MI IMPEGNERO' IN CAMPO MI IMPEGNERO' ANCHE NELLA VITA
Sei consapevole dell'importanza di impegnarti nello sport?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

Dalla "CARTA DEGLI EDUCATORI DEI CENTRI"

1.  FA CHE IL TUO LAVORO SUSCITI GIOIA, ENTUSIASMO E SOLIDARIETA'
Senti gioia ed entusiasmo quando vai ad allenarti o a gareggiare?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Ti senti bene con gli altri del tuo gruppo e ti piace fare squadra con loro?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

2.  RISPETTA GLI IMPEGNI PRESI CON I RAGAZZI E CON L'ASSOCIAZIONE SPORTIVA
Ritieni che chi ti segue rispetti gli impegni presi con te?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

3.  RENDI PARTECIPE GLI ALLIEVI E LE LORO FAMIGLIE DEL PROGETTO EDUCATIVO OFFERTO
Ritieni di avere ricevuto altre cose oltre all'abilità allo sport?
si - no - così così - descrivi cosa :___________________________

4.  IL TUO SCOPO E' QUELLO DI MANTENERE VIVI L'INTERESSE E LA PARTECIPAZIONE
Ti senti sempre interessanto in ciò che fai e apprendi?

si - no - così così - descrivi perchè:___________________________ 
Partecipi volentieri agli allenamenti o alle gare?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

5.  CONTRIBUISCI A CREARE LE MIGLIORI CONDIZIONI PER L'ACCOGLIENZA NELLO SPORT
Ritieni siano accoglienti i luoghi per praticare ed allenarti?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________
Ritieni che chi ti segue sia in grado di rendereti piacevole lo stare assieme agli altri?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

6.  SAPPI UTILIZZARE DIVERSE FORME DI ATTIVITA' E TUTTE LE RISORSE OFFERTE DAL CENTRO
Ritieni sufficienti ed utilizzate le cose messe a disposizione dalla struttura?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

7.  COLTIVA LA CONSAPEVOLEZZA CHE PUOI SEMPRE DIVENTARE MIGLIORE
Ritieni che chi ti segue stia facendo un buon lavoro?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

8.  LE SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLO SPORT SARANNO LE COMPAGNE DEL TUO LAVORO
Ritieni di essere seguito da persone competenti e preparate?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

9.  LA COMPETIZIONE E' PIU' IMPORTANTE DEL RISULTATO; E' UN MEZZO E NON UN FINE
Sono consapevole che la competizione non è solo il risultato?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________

10. REALIZZA OGNI POSSIBILE AZIONE CHE RICERCHI E VALORIZZI IL TALENTO DEI TUOI ALLIEVI
Pensi che chi ti segue possa aiutarti ad esprimere il tuo talento?
si - no - così così - descrivi perchè:___________________________




mercoledì 15 ottobre 2014

Lego-las - Costruire il tiro mattoncino su mattoncino

L'arco di Lego-las
Ricordando che "il tiro non è sbagliato ma solo preparato male" (Darrel Pace), non rimane che "costruire" il nostro tiro correttamente. Un gesto liberatorio, per esempio una o due volée a breve distanza concentrandoci sul gesto, ci libera dal nostro stesso "controllo razionale"; senza paura di sbagliare, quindi, si inizia la preparazione del tiro. Passare successivamente - dopo un gesto di liberazione - ad una distanza maggiore è più semplice. La memoria corporea è stata richiamata e non ci resta che concentraci sulla mira.

martedì 7 ottobre 2014

L'ARCO A PEZZI - Cosa contiene la vostra sacca o la vostra valigetta?

Un arco olimpico smontato
Provare a conoscere la propria attrezzatura di tiro con l'arco disponendola pezzo per pezzo è una esperienza che suggeriamo a tutti. E' una sorta di inventario dove ogni pezzo trova il suo posto. La valigia o la sacca dovranno essere sempre in ordine e soprattutto pulite.
L'avere cura della propria attrezzatura è un passo essenziale di ogni arciere, non aspettate che siano altri ad occuparsene... è un piacere che non può essere condiviso se sentiamo veramente il senso di posseszso della nostra attrezzatura. Un po' di gelosia non guasta e il permesso ad accedere alla sacca o alla valigetta riservatelo solo il casi eccezionali.

Saremmo curiosi di vedere e pubblicare anche le vostre foto dell'attrezzatura. Una sorta di approfondimento tecnico che possa essere condiviso anche con altri per migliorare la cosapevolezza del nostro modo di essere arcieri.

domenica 13 luglio 2014

IL BISOGNO DI VINCERE













IL BISOGNO DI VINCERE
Quando l'arciere tira per gioco
è più abile che mai.
Se lo fa per una fibbia di ottone
è già più nervoso.
Se il motivo è un premio in oro
è come fosse cieco
oppure vede due bersagli,
ha perso completamente la testa!
E' abile come prima.
Ma il premio lo dissocia.
E' preoccupato.
Pensa più alla vittoria
che non a prendere la mira.
E la necessità di vincere
assorbe tutte le sue energie.

(Chuang Tzu XVII, 11)

Ringraziamo Paola e Paolo per il suggerimento.

lunedì 19 maggio 2014

GLI ISTRUTTORI...

Una cosa difficile da sopportare degli istruttori è la loro continua interferenza.
Se stiamo tirando tutte le frecce nel giallo, siamo soddisfatti, ci stiamo divertendo ma arrivano "loro". Ci dicono che il gesto non era pulito, la conclusione era strappata, dovremmo mantenere di più la posizione a "T" dopo il tiro, insomma si comportano da veri scocciatori e guastafeste.
Quante volte lo abbiamo pensato, ma quando "loro" siamo diventati "noi" la cosa ci sembra un po' diversa e l'interferenza - un metodo didattico per l'apprendimento - ci sembra giustificata, anzi assai utile.
Tra i vari gradi di interferenza c'è senz'altro il cambiare posto alla visuale dopo una serie di buoni tiri, dall'alto al basso e viceversa. Far tirare sulla paglia è utile per il riassetto del "concetto" di volée. Alcuni giochi come il "Tiro golf" (Cfr. altro post) sono utili per acquire la precizione e stimolare la concentrazione. Anche l'esagerazione di posizoni scorrette - tirare con la spalla dell'arco alzata, sbilanciando i piedi ecc. - è una utile interferenza per scoprire cosa succede alla freccia se tiriamo commettendo certi tipi di errore di postura.
Se possiamo tirare alle lunghe distanze, in allenamento è preferibile inserire l'interferenza di allontanarci o avvicinarci alla distanza di gara. Se la distanza di gara è di 70 m, tiarare a 90 e 50 m è utile per interferire sulla postura. Si possono inoltre scoprire alcune imperfezioni sulla messa a punto dell'arco.
Quindi fatte salve le verifiche degli allineamenti e dei contatti, controllata la posizione della mano sull'arco e il suo "timone": il pollice, "strappata l'ultima membrana di paura di sbagliare", l'interferenza sulla distanza negli allenamenti permette un maggiore controllo della posizione, soprattutto nella fase dinamica del tiro.
(continua)

venerdì 2 maggio 2014

Mirini per il tiro con l'arco

Mirini per il Tiro con l'Arco
Una prerogativa dell'arco olimpico è di essere dotato di mirino. Oltre al "vistoso" sistema di stabilizzazione ed altri utilissimi accessori quali il clicker, è il mirino che conforma la specialità olimpica (OL) e si distingue dalla più "semplice" arco nudo (AN).
Il mirino, importante sistema di puntamento, può essere davvero complesso nel suo meccanismo ma la sua funzione è elementare, quasi banale: sostenere una diottra; un punto di mira nello spazio in parallasse all'arco, interposto tra l'occhio dell'arciere e il bersaglio da colpire.
Rinvieremo la trattazione sulla differenza tra le tecniche di mira tra arco nudo, arco olimpico (mirato) e arco compound (CO), per concentrarci sul vero problema: come fare per tenere fermo un punto nello spazio ed avere la possibilità di regolare la sua posizione.
Nel fare ciò riassumiamo gli elementi principali del mirino per il tiro con l'arco.
Essi sono la diottra e il corpo del mirino. La diottra è contenuta in un corpo che le consenta i movimenti laterali, generalmente è un cursore a vite che svolge questo lavoro. Ottimi sono i cursori con movimento micrometrico a scatto. Un giro del cursore corrisponde a dieci scatti, ovvero un millimetro di spostamento laterale della diottra. Il corpo del mirino contiene il sistema di regolazione verticale, distinguiamo quindi due sistemi di regolazione sull'asta graduata: a cremagliera o con vite senza fine. La diottra si sposta in alto e in basso con movimenti micrometrici. Sono da preferire i mirini che consento tali spostamenti verticali con piccoli scatti azionando la vite senza fine sull'asta graduata o il cursore verticale del corpo della diottra sulla cremagliera. Dopo avere azionato lo spostamento si usano le viti di fermo per bloccare il cursore.
Una differenza che può risultare non solo estetica, è la posizione del corpo del mirino. L'asta graduata tutta in avanti, oppure posta in aderenza al riser. I mirini con la parte meccanica collegata all'arco hanno il vantaggio di permettere la riduzione del numero delle viti di "fermo" di sicurezza. Infatti le sollecitazioni e le vibrazioni sono inferiori più è prossimo al baricentro dell'arco. L'altro tipo di mirini con l'asta graduata posta in avanti sono preferiti anche se in genere richiedono di essere di ottima qualità. A tal proposito, abbiamo osservato - sebbene non sia una regola - che il numero delle viti di fermo sono inversamente proprorzionali alla qualità del mirino.
I mirini raffigurati nell'immagine rappresentano una selezione minima rispetto alla quantità di mirini che sono stati messi in commercio negli ultimi vent'anni. Leggendario è AGF Safari il cui corpo, con regolazione micrometrica rigorosamente "svizzera", ha salvato numerose volte dalla dimenticanza del fissaggio della barra di alzo su cui è posta la diottra. Le vibrazioni danno rumore ma l'asta è incastrata al fulcro. Negli altri casi invece le vibrazioni  possono far "saltare" il corpo della diottra lungo l'asta graduata senza che l'arciere possa aggorgersene, generalmente un tiro in alto al bersaglio è l'allarme dell'anomalia.
Per concludere non possiamo esimerci dal ricordare un altro grande mirino dall'eleganza incomparabile: Arten's Olimpic. il cui corpo, con regolazione a cremagliera, era posto in aderenza al riser.

lunedì 21 aprile 2014

Scomposizione del gesto nel tiro con l'arco

Scomposizione del gesto
Scomporre le fasi dell'azione nel tiro con l'arco aiuta a migliorare la consapevolezza dell'arciere nell'insegnamento e nell'allenamento.
In letteratura esiste una manualistica sorprendentemente ricca. I testi ufficiali Fita per istruttori riportano tuttavia le ultime tecniche in materia di insegnamento.

SCOMPOSIZIONE, RIPETIZIONE e INTERFERENZA sono gli elementi che accomunano le diversi fonti.

In gara è vitale un approccio mentale che permetta di visualizzare il tiro perfetto anticipando ciò che si concretizza con l'esecuzione all'attimo successivo.
In allenamento è indispensabile un approccio sviluppato sui vari gradi di difficoltà. Ricercheremo i nostri limiti e costruiremo il gesto per elementi studiando il dettaglio con specifici esercizi.
La fine sessione di allenamento è generalmente la ricomposizione di tutte le nostre ricerche: poche volèe fatte bene!

IN GARA: VISUALIZZAZIONE, PUNTI DI CONTROLLO, RIPETIZIONE
IN ALLENAMENTO: PUNTI DI CONTROLLO, RIPETIZIONE, INTERFERENZA

Fatto salva la visualizzazione del tiro perfetto in gara e il raggiungimento dei propri limiti nell'allenamento con l'interferenza, sono i PUNTI DI CONTROLLO ciò che accomuna il gesto perfetto e ripetitivo.

Abbiamo elencato alcuni noti modi di scomporre il gesto del tiro con l'arco.
La materia richiede un approfondimento pratico e uno studio approfondito, tuttavia segnaliamo l'opportunità di individuare i principi comuni ad ogni sequenza di seguito riportata. L'eresia è quella di pensare ve ne siano altre, più personali... Ma in fin dei conti l'arciere è di per se "eretico" (Cfr. Frangilli).
Fatevi aiutare nello studio dal vostro istruttore/tecnico.

I PUNTI DI CONTROLLO (scomposizione)

GLI UNDICI PUNTI DI VITTORIO FRANGILLI, 2005
1. POSIZIONARE I PIEDI ED IL COPRO RISPETTO AL BERSAGLIO
2. POSIZIONALE LA MANO DELL'ARCO
3. POSIZIONARE LE DITA SULLA CORDA
4. ALLINEARE IL MIRINO CON L'ASSE DELL'ARCO ED IL BERSAGLIO
5. ALLINEARE LA SPALLA  ED IL BRACCIO DELL'ARCO
6. TENDERE LA CORDA FINO ALL'ALLUNGO PREVISTO
7. ANCORARE LA MANO DELLA CORDA
8. CONTROLLARE LA TENSIONE SCAPOLARE
9. ALLINEARE IL MIRINO CON L'ASSE DELL'ARCO ED IL BESAGLIO
10. SPINGERE IL MIRINO VERSO IL BERSAGLIO
11. RILASCIARE

I DIECI PUNTI DEL MANUALE FITARCO 1° LIVELLO, 2005
1. Posizionamento
2. Incocco
3. Posizionamento delle dita (o dello sgancio meccanico) sulla corda
4. Posizionamento della mano dell'arco
5. sollevamento dell'arco
6. Contatto della corda sul viso (allineamento della corda).
7. Trazione
8. Mira
9. Rilascio
10. Follow-through

I NOVE PUNTI DEL MANUALE DI SANTE SPIGARELLI, 2007 (ma anche prima - anni ottanta)
1. Posizione
2. incocco
3. estensione
4. trazione
5. ancoraggio
6. contrazione/mantenimento
7. mira
8. contrazione/rilascio
9. dopo rilascio

I DIECI PUNTI DEL MANUALE FITARCO DI K.M. Haywood - C.F. Lewis, 1995
Fase del Posizionamento
1. Il fianco rivolto verso il bersaglio
2. I piedi allineati
3. Il peso del corpo distribuito equamente sui piedi
4. Posizione eretta
5. L'arco davanti
6. Le spalle allineate
7. La bocca chiusa, i denti uniti

Fase di Mira
1. Posiziona l'arco nella "V" tra pollice e indice
2. Aggancia la corda nelle prime falangi
3. Guarda sopra la spalla, verso il bersaglio
4. Solleva l'arco in direzione del bersaglio
5. Ruota il gomito in basso
6. Rilassa la mano e il polso della corda
7. Porta il gomito indietro, al livello delle spalle
8. La mano tocca il mento
9. La corda tocca il mento e la punta del naso
10 L'attenzione è concentrata sul bersaglio

Fase di rascio e Follow-Through
1. Contrai i muscoli della schiena
2. Rilassa la mano di trazione per rilasciare la corda
3. Tieni alto il braccio dell'arco, con il capo fermo

L'APPROCCIO MENTALE DI K.M. Haywood - C.F. Lewis
Fase di posizionamento
1. Regola il mirino in base alla distanza
2. Controlla il vento
3. Guarda il bersaglio
4. Pensa alle senzazioni di un tiro perfetto
5. Concentra l'attenzione sulla lista di controllo per la preparazione del tiro

Fase di trazione e mira
1. Prosegui nei punti da controllare
2. Se la preparazione ti sembra a posto, dai l'ordine "Rilassati"
3. Sposta l'attenzione sulla mira
4. Mira nel giallo, ripetendo, "Mira, mira, mira"

Fase di rilascio e Follow-Through
1. Avviene l'esplosione del rilascio
2. Mantieni la concentrazione sul giallo per tutto il rilascio

INFINE IL CICLO IN 12 PUNTI di Kisik Lee
1. La posizione
2. Incoccare la freccia
3. Agganciare la corda
4. Impostazione mentale
5. Preparzione (Set-up)
6. Trazione
7. Ancoraggio
8. Caricare/Trasferire per Trattenere
9. Mirare ed espansione
10. Rilascio
11. Il Follow-Through
12. Relaxation and Feedback

Qualcuno di noi si ricorda ancora cosa non andava nel gesto rappresentato nell'immagine in testa?