lunedì 26 agosto 2013

Archi "tutti d'un pezzo" - evoluzioni dell'arco moderno

Archery - A Return to the olympics - Archive 1973
Vi suggeriamo questo interessante link per approfondire la nostra conoscenza dell'arco moderno e la sua evoluzione nel tempo.
Buona visione.


mercoledì 17 luglio 2013

TIRO CON L'ARCO A MESTRE - Tre campi in tre scuole


Lo scopo vero del tiro con l'arco non è quello di colpire il bersaglio ma di "tendere" l'arciere al perfezionamento della propria persona.
Qualunque sia il tipo di insegnamento dato non può prescindere dall'educazione nella disciplina. L'insegnante nel dare si aspetta che l'adepto apprenda. E' un contratto semplice e allo stesso tempo spietato: il rapporto tecnico/atleta non ammette ingerenze esterne e pone sempre un limite alla sua durata.
Si potranno così avere tanti maestri, uno per volta. Maestri che rimangono per sempre nei pensieri dell'atleta mentre la sua persona cresce.
Siamo in tre campi ma tutti sulla stessa linea di tiro.

I link utili per tirare con l'arco a Mestre:
Arcieri Conte di Carmagnola
Arcieri del Doge
Accademia Veneziana di Tiro
Arceria Marin

Corsi di tiro con l'arco
messa a punto arco/arciere:
arcmasta@gmail.com
Mob. 3772424596

venerdì 5 luglio 2013

Abbinamento Tecnico/Atleta

101 STORIE ZEN
Abbiamo affidato alle parole tratte da "101 Storie Zen" a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps, Adelphi, 1973, le riflessioni per un argomento assai delicato come l'istruzione e la crescita atletica nel tiro con l'arco.
La simpatica storia che vi portiamo, oltre a stimolare l'apprezzamento e la lettura di questo libro sagace e provocatorio, pone il lettore in una condizione di sospensione...

Storia n. 82. Niente esiste
Quando era un giovane studente di Zen, Yamaoka Tesshu andava sempre a trovare tutti i maestri. Andò a far visita a Dokuon di Shokoku.
Volendo mostrare la sua preparazione, disse: "La mente, Buddha e gli esseri senzienti, in fondo, non esistono. La vera natura dei fenomeni è il vuoto. Non c'è nessuna realizzazione, nessuna illusione, nessun saggio, nessuna mediocrità. Non c'è nessuno che dia e niente che si riceva".
Dokuon, che stava fumando in silenzio, non fece commenti. Tutt'a un tratto colpì Yamaoka con la sua pipa di bambù. Questo fece arrabbiare moltissimo il giovane.
"Se niente esiste," domandò Dokuon " da dove viene questa tua collera?".

Dobbiamo prendere atto. Questo nostro amato sport sta piacendo veramente a molti. I recenti successi internazionali ed olimpici hanno contribuito a far conoscere il Tiro con l'Arco e i suoi Atleti.
In questa circostanza ci sentiamo allora di dare sempre di più. Lo stimolo del CONI è presente.
Nella Circolare n.43/2013 della FITARCO si sollecita l'avvio della procedura di abbinamento Tecnico/Atleta. Ciò che nel merito si suggerisce agli allievi: fare riferimento solo ad un istruttore e ascoltate solo lui, diventa una formale procedura alla quale ogni atleta ed ogni tecnico non possono esimersi.

E' un cordiale invito a formalizzare una prassi consolidata!
A questo punto gli allievi/atleti (tutti) dovranno solo sottoscrivere il loro impegno nei confronti del loro istruttore/tecnico. Vi siete convinti?

Nella Circolare n.38/2013 invece - attinente al Regolamento Tecnici federali - si evidenzia la Nuova tabella Crediti nell'obbligo del conseguimento per gli istruttori.
Che si voglia o meno, per aumentare la qualità delle prestazioni sono necessari gli aggiornamenti. La formula dei crediti (professionali) stabilisce un regime burocratico penalizzando forse chi dello studio del tiro con l'arco si interessa come al pane quotidiano, o chi per anni ha svolto il servizio di istruttore con "eremita" dedizione.
Tuttavia, dovendo "crescere" - per mantenere stabilmente la posizione raggiunta - non possiamo rinunciare alla formalità di un numero minimo di allievi seguiti da ogni istruttore in un anno, o all'aggiornamento continuo comprovato dai crediti assegnati. Insomma non possiamo limitarci a restare semplici "maestri" di primo livello che diffondono solo il piacere del tiro con l'arco ai neofiti: dobbiamo crescere.

L'obbligatorietà dei crediti di aggiornamento può tuttavia far perdere alcune opporunità. Chi fu a suo tempo ordinato istruttore ricevette "l'iniziazione del servizio" e gli emeriti Maestri dalla storica esperienza, incalzati dall'obbligatorietà dei corsi di aggiornamento, potrebbero ritirarsi e sentirsi trascurati da questa nuova ventata del fare. C'è davvero bisogno di questo sacrificio o Loro potranno avere ancora voce in capitolo?

Ogni nuova tecnica di tiro viene sperimentata con scientifica efficacia, i rudimenti del passato sono la base dello studio delle nuove tecniche. I Manuali di tiro con l'arco si susseguono e a ragione si aggiornano. Ma dalle biblioteche di Compagnia, come dall'esperienza degli istruttori attempati, si conserva lo spessore dello storico.
Il confronto tra le diverse tecniche di tiro e di insegnamento sono sempre accomunate da un importante principio: l'interferenza.
L'atleta cerca l'equilibrio e il miglioramento dei punteggi durante l'allenamento, il tecnico interferisce e pone di nuovo un obiettivo: la consapevolezza che la strada è lunga.

Mirco Mastandrea istruttore di 1° livello e giovanili
(Yomiro Tutjiri - per non irarsi)

mercoledì 3 aprile 2013

CLICKER - "Il misuratore di allungo"


"Dietro le spalle c'è il petto". Con questo aforisma di Bruno Munari si prova sintetizzare un argomento di "semplice complessità" come l'uso del clicker.

La piccola lamella che fa "click", assumendo il nome onomatopeico inglese di clicker, ci ha condotto per diverse generazioni verso il controllo della potenza sviluppata dal nostro arco.

Il misuratore di allungo mantiene costante l'altezza del tiro sul bersaglio. Alcuni profani potrebbero pensare che per tirare a distanze maggiori si debba allungare di più! Non è così e lo sappiamo fin dalle prime lezioni del nostro istruttore.

Fissata quindi la potenza dell'arco, l'arciere si concentrerà con più efficacia sulle altre "variabili" del tiro: postura, allineamenti, respirazione, contatti etc. Anche la messa a punto dell'arco può essere finalmente affinata.

Se ci avete seguito fin dal post "Freccia lunga e arco debole", conoscerete la nostra visione: l'arciere e l'attrezzatura è bene crescano insieme. In particolare una freccia tagliata alla finestra del riser difficilmente può allungarsi ancora (salvo quelle di alluminio con i tubicini salvati dopo il taglio), quindi per i principianti e i ragazzi raccomandiamo dei clicker estensibili (magnetici) oltre la finestra per alcuni centimetri. Non sono tanto belli ma la loro funzione risulta un toccasana per il portafoglio. Coloro più attempati e con allungo "collaudato" possono arrischiare tagli alle frecce fino a 1/4 di pollice fuori dalla finestra. Un buon clicker a lamella può durare diversi decenni. Anche in questo caso privilegiate l'estensibilità oltre la finestra con basette e tubetti di battuta applicabili al riser. Il "fai da te" va bene purché ricordiate di evitare elementi interferenti con il volo della freccia in uscita.

Per determinare la misura ideale fatevi aiutare da un collega più esperto. Dopo alcune osservazioni dei vostri tiri sarà possibile collocare provvisoriamente la linguetta all'allungo naturale. E' possibile che l'allungo debba essere successivamente rettificato con lievi spostamenti in avanti o indietro del clicker. La condizione ottimale si otterrà dopo qualche serie di tiri - dozzine di frecce - quando vi accorgerete di essere entrati in simbiosi con il suono, al punto che non lo avvertirete quasi più. Il riflesso involontario di lasciare la corda per alcuni arcieri diverrà addirittura una condizione quasi incontrollabile.

Sarà dunque il momento di iniziare gli esercizi di controllo sul clicker proposti da Sante Spigarelli nel leggendario "Manuale di Tiro con l'Arco" che ci permetteranno di visualizzare attraverso la punta della freccia "sotto-clicker" (a breve distanza dal paglione) il comportamento dei muscoli dietro le spalle. Munari ci ha tracciato la strada...

Unica "dispensa" per coloro che si possono allenare poco: potete spostare in avanti il clicker... di tanto in tanto... Tornerete presto in forma, altrimenti c'è sempre "San Bottone" (berger) a proteggervi!

venerdì 29 marzo 2013

Messa a punto dell'arco "esagerata"!

Valeriano e Massimiliano Nannipieri "La messa a punto dell'arco ricurvo" Greentime edizioni, 2000.
Non dimentichiamo mai di citare questo utilissimo manuale di tecnica della messa a punto dell'arco. E' un consiglio che diamo a coloro che si accingono ad affrontare la nuova stagione estiva.
Vi segnaliamo inoltre il documento sul "Tuning - arco e freccie in azione" di Mario Attilio Ostidich.

La stagione estiva è alle porte. Questo è il momento gusto per una buona messa a punto della nostra attrezzatura. Nel taccuino da cronista, quello nero con l'elastico, abbiamo già annotato tutte le nostre misure: brace height, tiller superiore, tiller inferiore, carico dell'arco al clicker - la pressione del bottone l'abbiamo pesata con la bilancia di cucina, mentre abbiamo misurato la lunghezza del bottone al dado di registro, per non perdere nemmeno il center shot del berger - insomma, se qualche cosa non dovesse andare per il verso giusto, sappiamo come tornare indietro.
ORA ESAGERIAMO! Cominciamo con il cambiare la corda. Il cambio di stagione favorisce l'approccio radicale - il nostro istruttore probabilmente ha programmato per la primavera il "classico corso" sulla costruzione delle corde - seguiamolo attentamente e prepariamoci due nuove corde. Se usiamo frecce diverse all'aperto, o un altro libraggio, niente di meglio che cominciare dal principio: procediamo ora con la "staratura" dell'arco. Se siamo esperti tiratori non ne avremo bisogno, ma se abbiamo ancora dubbi se sia l'arco o noi a sbagliare è meglio "esagerare" l'errore dell'arco, quindi stariamo il berger. La molla dura diventerà tenera o viceversa. Tiriamo qualche freccia e capiremo subito che non siamo noi a sbagliare... Riportiamo la molla ad una condizione accettabile combinando i tiri alle regolazioni di minima. E' la volta ora del center shot: stessa procedura, in fuori o in dentro - esagerando - poi altri tiri e altre regolazioni. Ma cosa è cambiato veramente? La consapevolezza! Non avremo più paura di "smanettare" l'arco. Teniamo a mente che un buon risultato di regolazione fa coincidere la punta della freccia con proiezione verticale della diottra. In genere la punta della freccia sarà po' in fuori rispetto l'asse della corda/arco. Per il tiller stessa procedura. Si stara l'arco in positivo fino a 1/4 di pollice per il tiller superiore e si può arrivare fino a pareggiare i due tiller (tiller a zero). Durante le prove ci accorgeremo se la rosata si stringe o meno. Inutile fare prove a distanze superiori a 15-18 m. Ultima cosa, ma non meno importante, il punto d'incocco potrebbe essere cambiato, correggiamolo. E' consigliato procedere con una taratura alla volta e, se ci siamo persi, possiamo sempre tornare alla base usando gli appunti del taccuino nero con l'elastico.

PS:  Non abbiamo parlato dell'asse flettenti riser/corda. Ma quella è un'altra storia...
Un suggerimento: "ogni freccia ha il suo berger" - dipende dal budget ma alcuni arcieri "archiviano" le frecce con il loro specifico bottone. Ma anche questa è un'altra storia... 

domenica 17 marzo 2013

Manuale di Tiro con l'Arco a cura di Sante Spigarelli


Sante Spigarelli, "MANUALE DI TIRO CON L'ARCO", Arco Sport, 1997

Non fatevi ingannare dalla "leggerezza" della copertina di questo manuale di tiro con l'arco a cura di Sante Spigarelli, essa non prescinde dalla serietà e la compiutezza dei suoi contenuti.

Questo manuale è forse meglio conosciuto dagli "attempati" istruttori di tiro con l'arco come una riedizione ampliata del mitico Manuale per Istruttori della Fitarco in dotazione fino alla metà degli anni '90. La sintesi su cui è basato questo lavoro è ancora oggi considerata una base corretta per l'insegnamento e soprattutto per l'auto-apprendimento della tecnica di tiro, la sicurezza, la messa a punto dell'arco e l'allenamento verso la competizione.

In fondo è proprio la leggerezza ciò che ogni arciere persegue nell'esprimere il meglio di sé.

link utili:
http://www.arcosportspigarelli.com/area-tecnica/la-messa-a-punto/
http://www.arcosportspigarelli.com/area-tecnica/alleniamoci-meglio/

mercoledì 27 febbraio 2013

Messa a punto: il berger (2)


Un bottone per il nostro arco :-)

Trovare la giusta messa a punto del Berger button è una grande soddisfazione. E' l'ultimo dei processi della messa a punto dell'arco che comincia con la giusta altezza del punto d'incocco e continua con l'approssimazione di un assetto perfettibile arco-arciere; riteniamo infatti impossibile prescindere la messa a punto dell'arco dalla "messa a punto dell'arciere".

La messa a punto "standard" del Berger è una cosa relativamente semplice: regolare la molla a un carico di circa 0,3-0,4 Kg e il center shot in modo che il Berger spinga la freccia in fuori rispetto l'asse dell'arco/corda di una mezza punta di freccia. Il vostro istruttore non avrà nessuna difficoltà nell'assistervi in queste semplici operazioni. Il bello invece viene dopo dozzine di frecce tirate, quando affronterete finalmente la messa a punto del Berger più affinata.

Il Berger è essenzialmente un sistema meccanico per contenere gli effetti causati dal "paradosso dell'arciere": il rilascio della corda con le dita imprime infatti un leggero spostamento laterale alla freccia. Inoltre la misura del brace height influisce sul comportamento della freccia rendendola più o meno rigida. Infatti la corsa della corda - più o meno lunga - imprime alla freccia maggiore o minore potenza. Attenzione però un brace height troppo corto, anche se fa aumentare la velocità (corsa) della freccia in uscita, rende la risposta dell'arco imprecisa perché allaga rosata delle frecce. La rosata si può misurare facilmente con il "rosametro" di Christian - sinonimo di "voléemetro" di Yomiro - ovvero il metro da sarta. La regolazione della corda, quindi il brace height, può essere fatta dando più o meno giri alla corda. Anche in questo caso il vostro Tutor vi aiuterà volentieri.

Un'altra imprecisione della volèe può essere data da una differenza del tiller: non adeguata o fuori dai parametri del costruttore del riser. Questa imprecisione di regolazione del tiller è più difficile da individuare. Tuttavia i segnali si manifestano durante la mira e durante il rilascio. Gli effetti, come già sappiamo, influiscono sulla qualità delle rosate delle volée. La chiusura simultanea dei flettenti durante il rilascio della corda rende l'arco silenzioso, se ciò non avviene è opportuno provare una diversa regolazione. Inoltre durante le fasi di mira è possibile che, pur avendo un allineamento con la diottra nel bersaglio, dopo la trazione - ai contatti (ancoraggio) - l'allineamento possa non coincidere con il centro del bersaglio: più alto o più basso. Queste sono solo osservazioni e non regole, geometria e suono possono tuttavia esserci di aiuto.
A presto con il seguito.

Il precedente post sull'argomento.

Image credit: kitch / 123RF Archivio Fotografico