Il tiro con l'arco.
In questo blog parleremo di arcieria e di come affrontare le problematiche connesse alla tecnica di tiro e alla messa a punto del materiale.
"IO MIRO TU TIRI" in realtà è solo uno scherzo il verbo non è mirare o tirare ma semplicemente irare :-)
Abbiamo fatto un buon allenamento per tutta la settimana. A parte qualche freccia che abbiamo opportunamente "dimenticato", il resto delle volee è stato veramente entusiasmante. Siamo pronti per affrontare la gara e iniziamo con le frecce di prova. Dieci, dieci, dieci. La prima volee è proprio meglio che in allenamento! Dieci, nove, nove. Anche la seconda non è male...
Comincia la gara: OTTO! Accidenti chi ci ha spostato il clicker! Nove di linea, nove quasi dieci. Il resto lo lascio immaginare: ventisette di media. Forse chiuderemo a 275 la prima parte...272! La seconda parte della gara chiudiamo a 267. Bastava un nove e avremmo chiuso a 540 invece abbiamo fatto un otto con l'ultima freccia!
Se ora vi sentite a disagio è comprensibile.
Cosa è accaduto? Abbiamo fatto la gara durante le freccie di prova! In altre parole abbiamo raccolto i frutti di un appagamento di un "momento di grazia". Cosa non abbiamo invece fatto: verificato lo stato di forma della giornata, l'illuminazione del bersaglio, la posizione, il mirino, il ritmo di tiro, la respirazione, il tiro lento, il tiro veloce. Insomma non abbiamo fatto dei tiri di prova ma solo dei bellissimi tiri rilassati e appagati da un punteggio possibile ma non raggiungibile.
Analogamente applichiamo la sidrome delle freccie di prova all'allenamento. Abbiamo tirato tutta la settimana in scioltezza, rilassati e senza pressioni competitive.
Un grande Maestro di tiro con l'arco ci ha insegnato un metodo di verifica assai interessante. La scommessa tra colleghi! Lungi da me l'istigare questo genere, ma c'è del vero in ciò che dice il Maestro: "Sotto la pressione di perdere qualche cosa si sta più attenti". Infatti in gara si sta più attenti, in allenamento meno. Questo è utile per conoscere i veri limiti ma non per sviluppare le potenzialità (N.d.R.). Nel corso dello scorso anno abbiamo affrontato il tema delle frecce di prova (Corso di tiro L'arciere verso la competizione - Esercitazione parte 3: “Le frecce di prova”).
Quest'anno invece approfondiremo l'allenamento. Un allenamento di frecce di prova.
Pierre de Coubertin, oltre ad essere colui che riportò in vita le antiche olimpiadi, si impegnò nel miglioramento del sistema educativo. Parte di questo miglioramento sarebbe stato affidato all'educazione sportiva, che pensava sarebbe stata una componente importante dello sviluppo personale dei giovani. La massima a lui attribuita "L'importante è partecipare" andrebbe letta con un significato pratico: "... altrimenti chi vince che gusto ci trova a battere solo se stesso!" Da cui il necessario rispetto dei "vinti" da parte dei "vincitori". Per la maggior parte di noi lo spirito competitivo è volto solo al miglioramento del nostro punteggio personale. Questo non è male... ma vincere? Se fate buoni punteggi in allenamento, sapete tirare. Ma Vincere?
Ri-guardate Marco. Senza dubbio egli non soffre di sidrome da tiri di prova! Il suo obiettivo, come del resto quello dell'avversario, consapevole della sua anzianità, è rivolto alla consapevolezza di ciò che sta facendo: vincere.
L'economia e l'inquinamento ci spingono a riflettere anche per gli acquisti di materiale arceristico. Cercare vicino a casa un appoggio e competenza tecnica sui materiali per il tiro con l'arco è la scelta vincente per tutti.
Vi segnaliamo il nuovo sito dell'Arceria Marin di Mestre e vi raccomandiamo la visita del negozio. Competenza e cortesia a chilometri zero. Anche per chi viene da lontano si assicura un viaggio fruttuoso. http://www.arceriamarin.it/
Per la messa a punto degli archi potete contare anche sulla pluridecennale esperienza degli istruttori della Compagnia di Arcieri Conte di Carmagnola della quale Mario Marin è il Presidente. La richiesta di un intervento di poche ore può risolvere mesi di fatiche!
Yomiro resta a disposizione su Skype: dimaprogetti.
Se non siete stati messi al corrente vi informiamo che i vostri istruttori di tiro con l'arco hanno ricevuto il Manuale Fita per Istruttori - livello intermedio.
Per completezza di informazione esiste un manuale per il primo livello che è stato prodotto in formato cartaceo, questo invece è su supporto mini DVD.
E' un interessante lavoro che ci permetterà maggiori approfondimenti didattici soprattutto nella delicata fase di crescita dell'arciere che, dopo il corso di primo livello, inizia ad avere la consapevolezza delle difficoltà che lo aspettano durante i primi risultati agonistici.
Il testo originale è in inglese ed è stato tradotto in italiano.
Saranno molto utili agli istruttori i video dei seminari tenuti a Roma nel 2009. Crediamo che questo lavoro possa essere di indubbia utilità anche agli arcieri che sentono la necessità di un approfondimento teorico sul tema del tiro con l'arco.
Sono a disposizione per chiarimenti, Mirco Mastandrea.
Se volete rivolgermi qualche quesito, scambiare una opinione o trasmettermi le vostre testimonianze o esperienze, potete scrivere a arcmasta@gmail.com o chiamarmi al seguente contatto:
Una immagine che vale mille parole. L'impeccabile posizione di Marco Galiazzo è ciò che cerchiamo di perseguire nella concentrazione prima del rilascio. Visualizzate ciò che sta vedendo l'arciere. Provate a simulare il tiro di fronte allo specchio. Indagate sulla senzazione di forza nella trazione, galleggiate con la mano dell'arco e vedete il giallo attraverso il mirino... Fuori l'aria, la freccia è già partita...mantenete la posizione fino alla visualizzazione dell'impatto della freccia. Accidenti, 8! Bhe, riprovate!